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Pronomi personali e relativi: istruzioni per l’analisi logica

pronomi personali e relativi

Nell’analisi logica della frase semplice frequentemente ci si trova a dover prendere in esame i pronomi personali e relativi. Per accedere diretta alla scheda in PDF stampabile clicca qui.

I pronomi personali
Oltre al caso in cui hanno funzione di soggetto, i pronomi personali possono trovarsi nella frase come complementi in forma atona (prima del verbo), in forma tonica (generalmente dopo il verbo e introdotti da una preposizione) o in forma enclitica, come suffisso che viene aggiunto al verbo stesso.
Mentre le particelle pronominali riflessive non devono essere analizzate a parte ma considerate come parte integrante del predicato stesso, nei tre casi appena descritti i pronomi personali devono essere analizzati separatamente, attraverso l’individuazione della loro funzione logica corretta in rapporto al predicato.
La strategia migliore per svolgere l’analisi è quella di trasformare la frase posizionando il pronome dopo il verbo, mantenendo inalterato il significato della frase stessa, e aggiungendo in caso di necessità la preposizione corretta. In questo modo sarà più semplice individuare la funzione logica del pronome.
Ecco alcuni esempi di analisi, che puoi replicare facendo gli esercizi via via assegnati.

Esempio n. 1: pronome personale complemento in forma atona:
1) Individua la particella pronominale: Carlo mi ha regalato una racchetta da tennis.
2) Riposiziona la particella dopo il verbo: Carlo ha regalato a me una racchetta da tennis.
3) Individua la relazione del pronome con il predicato: Carlo ha regalato (A CHI?) a me una racchetta da tennis.
4) Individua il complemento: mi (=a me): complemento di termine.

Esempio n. 2: particella pronominale enclitica:
1) Individua la particella pronominale enclitica: Chiamami stasera dopo cena.
2) Riposiziona la particella dopo il verbo: Chiama me stasera dopo cena.
3) Individua la relazione con il predicato: (Tu) chiama (CHI?) me stasera dopo cena.
4) Individua il complemento: mi (=me): complemento oggetto.

Esempio n. 3: particelle pronominali enclitiche doppie:
In alcuni casi si trovano saldate al verbo due particelle pronominali enclitiche, e non una soltanto, come in questa frase: Spediscimelo tu., in cui sarà necessario analizzare separatamente, come fatto negli esempi precedenti, le particelle enclitiche -me e -lo.

I pronomi relativi
I pronomi relativi vengono utilizzati per legare due proposizioni evitando la ripetizione del nome che sostituiscono: nella maggior parte dei casi, i pronomi relativi si trovano immediatamente dopo il sostantivo che sostituiscono nella seconda proposizione.
Per individuare la funzione logica del pronome relativo è necessario riflettere sulla relazione logica tra il pronome e il predicato che lo segue (quindi quello della seconda frase).
Nel caso in cui non si riesca ad individuare con immediatezza la funzione logica del pronome relativo, è consigliabile dividere il periodo in due proposizioni indipendenti, e individuare la funzione logica del nome che viene sostituito dal pronome nella seconda frase.

Esempio n. 4: pronomi relativi
1) Individuare il pronome relativo: Il libro che mi hai regalato è bellissimo.
2) Dividere il periodo in due frasi indipendenti: Il libro è bellissimo. / Mi hai regalato il libro.
3) Analizzare la funzione del nome che il pronome sostituisce: Mi hai regalato (CHE COSA?) il libro.
4) Individuare il complemento: che (=il libro): complemento oggetto.

Esercizi online sull’analisi logica dei pronomi:
Puoi accedere ad un esercizio di analisi dei pronomi cliccando qui.

Materiali in pdf
Per stampare questa scheda sull’analisi logica dei pronomi personali e relativi accedere al file in formato pdf; il file è caricato anche alla pagina materiali di grammatica.

Percorso interdisciplinare sull’Inferno

Percorso interdisciplinare sull'Inferno

Condivido in questa pagina le ipotesi di un percorso interdisciplinare sull’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri che avevo il desiderio di preparare da diverso tempo.

L’intero percorso trova il suo baricentro nel testo poetico dantesco: l’unico prerequisito è un’introduzione alla Divina Commedia che può essere letta e sintetizzata nei suoi punti fondamentali a partire da qualsiasi antologia in adozione.
L’obiettivo del lavoro è quello di potenziare la lettura del testo dantesco attraverso la memorizzazione e la recitazione di alcune terzine dantesche e la loro rielaborazione in forma grafica e musicale, che potrebbe confluire nella realizzazione di un montaggio audiovisivo interamente progettato e realizzato dai ragazzi.
Per questo motivo, ho riletto alcuni passaggi dell’Inferno dantesco con una particolare attenzione per la loro “tangibilità” visiva e acustica, selezionandone alcuni che mi sembravano particolarmente congeniali ad una rappresentazione scenica o pittorica.
Il risultato di questo lavoro è stato la scrittura di un fascicolo in cui il testo poetico è intervallato da una sintesi in prosa finalizzata esclusivamente a fini di contestualizzazione estremamente diversificati; l’apparato di note al testo è stato completamente abolito, per cui la lettura e l’interpretazione, la parafrasi e l’analisi del testo devono essere svolte verso per verso dal docente, e gli allievi sono chiamati ad un confronto diretto con la poesia dantesca; lo spazio bianco lasciato attorno alle terzine è essenziale affinché i ragazzi possano postillare il significato dei termini, la parafrasi, i concetti fondamentali dell’universo simbolico e letterario dantesco che il docente ritiene opportuno sottolineare.
In seguito a questo lavoro, che costituisce il centro nevralgico del progetto, è possibile valutare di intraprendere alcuni percorsi interdisciplinari, resi possibili dal fatto che tutte le terzine selezionate si caratterizzano per una grande forza espressiva e descrittiva, e si prestano ad essere disegnate e rielaborate audiovisivamente: alla fine della lettura e dell’analisi, si potrà decidere di assegnare a ciascun allievo il compito di disegnare uno sfondo o una scena della Divina Commedia e, parallelamente, di lavorare sulla memorizzazione e l’interpretazione del testo poetico; a ciò si può aggiungere un lavoro sui rumori, la musica e tutte le molteplici dimensioni acustiche in esso evocate.

Il testo in pdf del fascicolo di questo percorso interdisciplinare sull’Inferno può essere scaricato cliccando su questo link tra i materiali di Italiano.

L’immagine di Dante pubblicata è il dettaglio di un dipinto di Sandro Botticelli.

La Società delle Nazioni: fonti iconografiche

la società delle nazioni

La Società delle Nazioni ha costituito un fragile tentativo di organizzazione sovranazionale sorto nel 1919 dopo la fine della Prima Guerra Mondiale su iniziativa del Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson, e che aveva come obiettivi prioritari la risoluzione diplomatica delle crisi politiche internazionali e la ricerca di una pace duratura dopo la tragedia che aveva colpito in particolare l’Europa negli anni immediatamente precedenti.

Questa organizzazione, che non includeva la Russia Rivoluzionaria e la Germania, e dalla quale gli stessi Stati Uniti d’America si sfilarono in seguito alla mancata ratifica del Trattato di Versailles da parte del Senato e alla successiva elezione a Presidente di James Fairman Fielder, fu sciolta dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, e sostituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Dal punto di vista storiografico, la Società delle Nazioni si è caratterizzata come un tentativo di risoluzione dei conflitti per via diplomatica soltanto parzialmente riuscito, e limitato ad alcune situazione circoscritte, mentre non è riuscita ad incidere nelle vicende dei principali stati europei e nell’ascesa dei totalitarismi, a causa dei quali lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale a poco più di vent’anni di distanza dalla conclusione della Prima.
Le due fonti iconografiche che proponiamo rappresentano due differenti punti di vista sulla nascita della Società delle Nazioni, e sono state entrambe pubblicate su due giornali inglesi: la prima, intitolata “Il fiore”, è stata pubblicata dopo la formazione di questo organismo sovranazionale, e pone l’accento in modo particolare sul legame con il conflitto appena concluso e con il suo obiettivo di portare ad una fase di pace tra gli stati; la seconda, “La pietra mancante”, rifletta invece sulla fragilità di questa assemblea, individuandone la causa in modo specifico nell’isolazionismo statunitense degli anni Venti.
Entrambi i materiali presenti in questa pagina sono pubblicati in formato pdf nella pagina materiali di storia.

Giornata della memoria 2021

giornata della memoria 2021

Per la giornata della memoria 2021 propongo la visione di un frammento tratto dal documentario di Liliana Cavani, La donna nella Resistenza del 1965.

La protagonista di questo passaggio del documentario è Marcella Ficca Monaco, antifascista e partigiana che ha avuto un ruolo importante nell’organizzazione della fuga di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat dal carcere di Regina Coeli durante l’occupazione tedesca.

In questo passaggio, così come in molti punto del documentario di Liliana Cavani, emerge con grande forza ed evidenza il grande tema del maternage di massa a cui le donne hanno dato vita dopo le tragiche conseguenze dell’arministico dell’8 settembre: una maternità estesa dal proprio nucleo familiare a altre donne, a bambini, ad altri nuclei familiari spezzati dal conflitto, a soldati sbandati e ai partigiani in lotta contro l’occupazione nazifascista.
Durante la testimonianza di Marcella, davanti ai nostri occhi si dipana con grande chiarezza il film di quanto viene narrato con tanta esattezza. Ma soprattutto il suo primo piano diventa un microracconto in cui si susseguono le emozioni provate, che non sono mai autoreferenziali, ma sempre strettamente annodate a ciò che le aveva suscitate: i camion in partenza da Regina Coeli e la comunicazione del pericolo imminente; quel padre che, lasciando cadere la figlia oltre transenna del camion, consegna la propria vita ad una donna sconosciuta; le altre donne che aiutano Marcella e la bambina a nascondersi dalle SS; il pianto inconsolabile della bambina la prima notte dopo l’adozione forzata, che neanche i suoi figli riescono a calmare; il tenero compiacimento nella cura dell’aspetto e del vestito della bambina da poco adottata; infine la sottolineatura della gratitudine della madre naturale della bimba verso suo marito, il medico del carcere.

Anche quest’anno per la giornata della memoria 2021 ho quindi deciso di non ricorrere a racconti di finzione, che trovo sempre più problematici da proporre, ma di utilizzare fonti documentarie.
Il video è archiviato tra i materiali per l’audiovisione.
Il video è stato estratto dal documentario di Liliana Cavani per uso esclusivamente didattico e divulgativo: nel caso chi detenesse i diritti del video voglia chiederne la rimozione scriva a scuolamediadigitale[at]gmail[punto]com.

industrializzazione e urbanizzazione

industrializzazione e urbanizzazione

Il problema del rapporto tra industrializzazione e urbanizzazione viene affrontato più volte nel corso del triennio di scuola media, sia nella programmazione di storia che in quella di geografia; i fenomeni di urbanizzazione, inoltre, presentano molti ancoraggi con l’esperienza che gli alunni costruiscono e consolidano con il paesaggio antropizzato che li circonda, soprattutto nelle aree a vocazione industriale che si sono diffuse capillarmente nel territorio, soprattutto nei distretti del Nord Italia.
Per questi motivi ho proposto ad alcuni dei miei alunni un approfondimento sul rapporto tra le forme dell’urbanizzazione e quelle dell’industrializzazione (qui il link al pdf), ricavato da un contributo specialistico seminariale di un docente universitario di geografia (il testo è di Salvatore Cafiero, pubblicato in “Rivista economica del Mezzogiorno”, a.II, 1988, n.1, e consultabile al sito dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, a questo link). Il testo è stato evidentemente semplificato, e rielaborato attraverso una paragrafazione maggiormente aderente alla struttura concettuale dell’urbanizzazione e delle sue trasformazioni diacroniche.
Dopo la prima lettura del testo, è stata consegnata agli alunni una scheda riassuntiva, costruita come una tabella, in cui è stato richiesto di isolare le informazioni principali del testo secondo la griglia proposta.
Successivamente alla correzione, gli alunni sono stati invitati a produrre una presentazione in power-point o word e a preparare un’esposizione orale destinata alla classe.
Destinatari dell’attività: alunni particolarmente motivati che desiderano approfondire un argomento della programmazione disciplinare; data la non eccessiva ampiezza del testo, l’approfondimento sull’urbanizzazione può essere affidato ad alunni di una classe prima di scuola secondaria di primo grado.
Tempi previsti in classe: un’ora circa per la presentazione del lavoro svolto, la presentazione tramite lavagna multimediale e l’approfondimento attraverso domande mirate; nel corso della lezione, il resto della classe prende appunti sul quaderno, che eventualmente possono essere compendiati da una scheda di sintesi finale.
Ricadute attese: individuazione di percorsi personalizzati, aumento della motivazione intrinseca rispetto ai contenuti disciplinari, potenziamento della comprensione del testo, della capacità di fare collegamenti, dell’esposizione orale: tutti questi obiettivi, nella sperimentazione svolta, sono stati pienamente raggiunti.

Tutti i materiali, tra cui anche un test di verifica a risposta chiusa, sono pubblicati a questo link, che contiene i materiali di Geografia.

Compito autentico di scrittura

compito autentico di scrittura

Ecco un esempio di come può nascere l’idea di un compito autentico di scrittura direttamente in classe, sulla base di un’attività di conoscenza e prevenzione del fenomeno del bullismo originata dalla lettura di L’inventore dei sogni.

“Prof., ma il tema del bullismo è presente anche in Camilla che odiava la politica!”
“Sì, in effetti è vero: mi pare che Camilla venga presa in giro, e in modo costante, da qualcuno dei suoi compagni.”
“Sì, ho letto l’inizio del libro quella mattina che me l’ha prestato al parco.”
“Allora sai cosa potresti fare allora? Potresti leggerlo tutto e tirare fuori un brano del romanzo come se dovesse entrare a far parte di un’antologia, nel capitolo sul bullismo. Scrivi un’introduzione e anche delle domande di comprensione. Ok? Poi scriviamo all’autrice della nostra antologia e le consigliamo di inserire quel brano. Che ne pensi?”
“Va bene.”
“Ah, professore, adesso che ci penso il bullismo è presente anche in Stargirl.”
“Sì, giusto. Anche se a dire il vero Stargirl vola alto, vola altissimo rispetto alle maldicenze delle compagne. Forse il tema più adatto non è il bullismo, quanto piuttosto il conformismo dei suoi compagni: Mica, questa città dell’Arizona, dove tutto è uguale a se stesso. Poi arriva Stargirl e ribalta tutto. Per questo è il libro che preferisco tra quelli che vi ho dato. E di Mio fratello rincorrre i dinosauri cosa scegliereste?”
“Professore, il capitolo del parco.”
“Io non l’ho letto, di cosa parla?”
“Il capitolo del parco è interessante, perché il protagonista Giacomo diventa spettatore di un atto di bullismo di cui è vittima suo fratello Giovanni, e anziché intervenire decide di restare in disparte. Anche questo potrebbe essere messo in un volume di antologia: chi vuole fare il lavoro?”
“Lo faccio io professore!”

La proposta, sorta quasi per caso nel momento in cui gli allievi hanno ricordato le letture estive assegnate in relazione al tema che stavamo trattando, si è successivamente articolata nella stesura di un piano di lavoro condiviso, che prevede i seguenti punti:
1) Definizione dell’obiettivo del lavoro, così riassumibile: scegliere un brano di un romanzo letto durante l’estate e inserirlo in un volume di antologia per la scuola media.
2) Individuazione di temi nei quali possono essere inseriti i brani, a partire dalle idee degli alunni: i temi possono essere già presenti nel manuale in adozione oppure diversi.
3) Individuazione dell’episodio da inserire nel manuale di antologia.
4) Scrittura di un’introduzione che chiarisca al lettore dell’antologia gli elementi essenziali per comprendere efficacemente il brano proposto.
5) Costruzione di un apparato di esercizi di comprensione e analisi del testo sulla base di quello presente nel manuale in adozione.
6) Stesura di una lettera all’autrice di un’antologia nella quale si cerca di promuovere l’inserimento del brano scelto.

Le competenze che si mobilitano in un’attività del genere sono svariate: rilettura selettiva, gerarchizzazione di tematiche, stesura di testi espositivi, regolativi, argomentativa. Il lavori possono essere corredati anche da illustrazioni e raccolti in un volume.

Compito autentico di scrittura
Compito autentico di scrittura

Il diritto di contare

il diritto di contare

Il diritto di contare è un film statunitense del 2016 diretto da Theodore Melfi. La pellicola, ambientata all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso, narra le vicende di tre donne di colore che lavorano alla NASA, e la lotta che ciascuna di esse deve combattere per affermare i propri diritti e la propria indipendenza dal pregiudizio di genere e razziale.
Questo film si presta quindi ad essere efficacemente inserito nel percorso di una classe terza media sotto molteplici aspetti: dal punto di vista tematico incrocia infatti alcune tematiche centrali come la discriminazione di genere e razziale, la corsa allo spazio e la storia del Secondo Dopoguerra.
Accanto a queste chiavi di lettura, per le quali probabilmente è più adatto il ricorso ad altre opere audiovisive, Il diritto di contare si presto all’avvio o all’approfondimento del percorso di orientamento di terza, propedeutico alla scelta da parte degli alunni della scuola superiore. Nel percorso delle tre protagoniste infatti sono particolarmente rilevanti le differenze nelle abilità, nelle motivazioni e negli obiettivi di ciascuna; tutte e tre inoltre si rapportano in modo diversificato con il contesto, oltre che professionale, anche familiare e sociale; infine, emerge anche più volte nel corso del film una riflessione sulla natura delle regole e della loro messa in discussione.
Alla pagina di orientamento ho allegato una pdf contenente una scheda con i personaggi principali, una lista di domande di comprensione e analisi del testo audiovisivo con particolare riferimento alla dimensione orientativa sopra citata, alcuni spunti di discussione collettiva o riflessione individuali sui temi dell’orientamento e un elenco di fotogrammi utili per la scelta dei frames più importanti e la stesura di didascalie esplicative (attiivà, questa, che permette di cogliere quali snodi del film i diversi alunni abbiano colto come fondamentali). Ho inoltre aggiunto un pdf di approfondimento tratto da Il Post che si sofferma sugli aspetti romanzeschi del racconto. Infine ho estrapolato delle brevi sequenze a scopo didattico, utili per la revisione o per la risposta alle domande di comprensione del film.

Fargo di John Steinbeck

Fargo di John Steinbeck

Strano come un posto, che tu non hai mai veduto, possa avere tanta presa sulla tua mente, sì che solo sentirne il nome suscita in te una risonanza. Per me un posto siffatto era Fargo, North Dakota. Forse il primo fascino sta nel nome Wells-Fargo, ma non c’è dubbio che il mio interesse va più in là. Se tu prendi una carta degli Stati Uniti e la pieghi in due, margine orientale contro margine occidentale, e poi passi l’unghia sulla piega, nel centro troverai Fargo. A volte nelle carte a doppia pagina il nome Fargo va perso per via della piegatura. Può darsi che non sia questo il metodo scientifico per trovare l’asse centrale del proprio paese, ma funziona. Per me Fargo è fratello dei posti più favolosi del mondo, parente di quei luoghi magicamente remoti di cui fanno parola Erodoto, Marco Polo e Mandeville. Stando al mio primo ricordo, se quel giorno era freddo, Fargo era il posto più freddo, del continente. Si parlava invece di caldo? Ebbene, i giornali quel giorno dicevano che a Fargo c’era più caldo che in ogni altra zona. Oppure più umidità, o più siccità, o la neve più alta. Almeno, questa la mia impressione. Ma io so che una ventina di altre città si leveranno offese e irate contro di me, e mi dimostreranno, dati alla mano, di avere un clima più tremendo che Fargo. Chiedo scusa fin da ora. Per placare i sentimenti offesi, debbo ammettere che quando traversai Moorehead, Minnesota, e traversato il Fiume Rosso entrai a Fargo, sull’altra sponda, era una dorata giornata d’autunno, la città era densa di traffico, impiastricciata di neon, fragorosa e vorticante di attività come ogni altra città in espansione di quarantaseimila anime. La campagna non era diversa da quella del Minnesota, oltre il fiume. Traversai la città come al solito, vedendo poco più che l’autocarro davanti e la Thunderbird nello specchietto retrovisore. Fa male vedere un mito crollare a questo modo. Chissà se a Samarcanda, o al Catai o a Cipango toccherebbe la stessa sorte. Non appena ebbi superato i sobborghi, cioè quell’anello esterno di metallo e vetro, e mi fui avviato verso Mapleton, trovai un posto gradevole per fermarmi, sul fiume Maple non lungi da Alice… che nome meraviglioso per una città, Alice. Nel 1950 aveva 162 abitanti, e all’ultimo censimento 124. Questa l’esplosione demografica ad Alice. In ogni modo, sul Maple io entrai in un boschetto, di sicomori credo, e sostai a leccarmi le mie ferite mitologiche. E scoprii con gioia che il fatto di Fargo non aveva per nulla disturbato il quadro mentale che me nero fatto. Potevo ancora pensare a Fargo come sempre… battuta dalla tormenta, devastata dalla calura, coperta dalla polvere. Sono felice di riferire che nella guerra fra realtà e fantasia non è la realtà la più forte.

John Steinbeck, Viaggi con Charley. Alla ricerca dell’America, pp. 137-138.

Fargo di John Steinbeck
Fargo di John Steinbeck
Fargo di John Steinbeck
Fargo di John Steinbeck

La Riforma Protestante attraverso la scrittura epistolare

riforma protestante attraverso la scrittura epistolare

Questa attività che affronta la Riforma Protestante attraverso la scrittura epistolare riprende in qualche modo quella già proposta sull’Imperialismo.

Un’attività all’anno di scrittura che rielabora le conoscenze storiche è particolarmente efficace e motivante per gli allievi.
La grande varietà di avvenimenti e personaggi storici coinvolti, anche di differenti classi sociali, crea un quadro piuttosto vario e movimentato a cui gli allievi possono attingere per la loro attività di rielaborazione.
A questo link è possibile scaricare l’A4 da sottoporre ai ragazzi, contenente il testo regolativo e tutte le indicazioni per svolgere l’attività.

Ecco qui sotto le sette lettere con cui gli allievi potranno cimentarsi:
1. Sei un monaco italiano in missione in Germania per conto di Leone X: devi inviare tramite lettera il discorso che terrai nella piazza della città di Treviri, sede vescovile e residenza di uno dei tre grandi elettori ecclesiastici dell’imperatore, per la raccolta dell’indulgenza plenaria, con cui devi convincere i cristiani a versare nelle casse della Chiesa una cospicua elemosina.
2. Sei un monaco confratello di Martin Lutero, a lui molto vicino; stai scrivendo ad un altro monaco che vive nelle Fiandre le grandi novità rivoluzionarie ispirate da Lutero con l’affissione delle 95 tesi, per cercare di convincerlo a diventare protestante: spiegagli a come cambierà completamente la vita di un cristiano grazie all’insegnamento di Lutero.
3. Sei Papa Leone X, e devi scrivere una lettera all’Imperatore Carlo V d’Asburgo per convincerlo ad intervenire contro la diffusione delle idee di Lutero nel Sacro Romano Impero.
4. Sei un contadino alfabetizzato della regione del Brandeburgo in Germania, e devi scrivere una lettera ad un tuo parente per dirgli con grande entusiasmo che vuoi convertirti al protestantesimo, sia per motivi religiosi ma anche per motivi politici.
5. Sei il Duca del Palatinato, e scrivi una lettera per convincere il Principe della città di Spira dei vantaggi di una conversione in massa dei principi tedeschi al protestantesimo.
6. Sei Giovanni Calvino, e devi scrivere una lettera ad un fedele della città di Ginevra che ti chiede come può salvarsi e raggiungere la vita eterna.
7. Sei Anna Bolena, moglie di Enrico VIII Tudor, re d’Inghilterra, e scrivi una lettera alla regina Caterina d’Austria per spiegare in dettaglio i motivi per cui tuo marito Enrico VIII hai emanato l’Atto di Supremazia con cui è nata la Chiesa Anglicana.

Latitudine e longitudine

coordinate-geografiche

Con questo articolo aggiorno quello già pubblicato a questo link, relativo ad una rielaborazione ludica dello studio delle coordinate geografiche.
Ho creato la seguente mappa, ritoccando un planisfero di Mercatore equidistante:

Cliccando con il tasto destro è possibile scaricare l’immagine, inserirla in un file word e stamparla per l’uso che si ritiene più utile. Alcune idee in tal senso potrebbero essere le seguenti:
1) Aggiungere all’incrocio tra meridiani e paralleli delle sagome numerate di navi da guerra, e chiedere ai ragazzi di fornire le coordinate geografiche necessarie per neutralizzarle una ad una;
2) Dopo una prima dimostrazione dell’uso che si può fare della mappa, chiedere ai ragazzi di scrivere un testo regolativo per illustrare le regole di questa battaglia navale.
Qui sotto una sagoma di una nave da guerra che può essere scaricata, copiata e incollata negli incroci tra meridiani e paralleli: