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La Riforma Protestante attraverso la scrittura epistolare

riforma protestante attraverso la scrittura epistolare

Questa attività che affronta la Riforma Protestante attraverso la scrittura epistolare riprende in qualche modo quella già proposta sull’Imperialismo.

Un’attività all’anno di scrittura che rielabora le conoscenze storiche è particolarmente efficace e motivante per gli allievi.
La grande varietà di avvenimenti e personaggi storici coinvolti, anche di differenti classi sociali, crea un quadro piuttosto vario e movimentato a cui gli allievi possono attingere per la loro attività di rielaborazione.
A questo link è possibile scaricare l’A4 da sottoporre ai ragazzi, contenente il testo regolativo e tutte le indicazioni per svolgere l’attività.

Ecco qui sotto le sette lettere con cui gli allievi potranno cimentarsi:
1. Sei un monaco italiano in missione in Germania per conto di Leone X: devi inviare tramite lettera il discorso che terrai nella piazza della città di Treviri, sede vescovile e residenza di uno dei tre grandi elettori ecclesiastici dell’imperatore, per la raccolta dell’indulgenza plenaria, con cui devi convincere i cristiani a versare nelle casse della Chiesa una cospicua elemosina.
2. Sei un monaco confratello di Martin Lutero, a lui molto vicino; stai scrivendo ad un altro monaco che vive nelle Fiandre le grandi novità rivoluzionarie ispirate da Lutero con l’affissione delle 95 tesi, per cercare di convincerlo a diventare protestante: spiegagli a come cambierà completamente la vita di un cristiano grazie all’insegnamento di Lutero.
3. Sei Papa Leone X, e devi scrivere una lettera all’Imperatore Carlo V d’Asburgo per convincerlo ad intervenire contro la diffusione delle idee di Lutero nel Sacro Romano Impero.
4. Sei un contadino alfabetizzato della regione del Brandeburgo in Germania, e devi scrivere una lettera ad un tuo parente per dirgli con grande entusiasmo che vuoi convertirti al protestantesimo, sia per motivi religiosi ma anche per motivi politici.
5. Sei il Duca del Palatinato, e scrivi una lettera per convincere il Principe della città di Spira dei vantaggi di una conversione in massa dei principi tedeschi al protestantesimo.
6. Sei Giovanni Calvino, e devi scrivere una lettera ad un fedele della città di Ginevra che ti chiede come può salvarsi e raggiungere la vita eterna.
7. Sei Anna Bolena, moglie di Enrico VIII Tudor, re d’Inghilterra, e scrivi una lettera alla regina Caterina d’Austria per spiegare in dettaglio i motivi per cui tuo marito Enrico VIII hai emanato l’Atto di Supremazia con cui è nata la Chiesa Anglicana.

Tracce da L’inventore dei sogni

tracce da l'inventore dei sogni
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Materiali per la scrittura

In questa pagina confluiscono vari materiali per la scrittura predisposti nel corso del tempo.












Dislocazione a sinistra: esercizi per la revisione

La dislocazione a sinistra è una delle forme colloquiali che sempre più spesso trovano spazio nella forma scritta. Si verifica in modo particolare quando il complemento oggetto viene posto all’inizio della frase e poi duplicato nel pronome personale in forma atona che precede il predicato, come nei seguenti due esempi:

Il maglione me l’ha regalato Andrea.
L’Editto di Milano l’ha emanato Costantino nel 313 d.C.

Negli ultimi anni mi è parso di rilevare una crescita esponenziale dell’uso della dislocazione a sinistra del complemento oggetto sia nelle risposte che vengono date a domande precise (come quelle di comprensione del testo o delle verifiche), sia nelle forme di produzione scritta più libera, in cui gli allievi scrivono senza vincoli particolari o su un determinato tema.

Nonostante si tratti di una costruzione non scorretta, anche in considerazione del fatto che ricorre anche nella scrittura letteraria, ho cercato di intervenire sulla dislocazione a sinistra attraverso una minilezione di un quarto d’ora, cercando di far emergere come si tratti di una forma colloquiale poco adatta alla lingua scritta.

L’intervento si è strutturato secondo le seguenti fasi:
1) Scrittura di due esempi di frasi come quelle sopra riportate e richiesta agli allievi di leggerle con attenzione e “ascoltare” se qualcosa non funziona;
2) Invito guidato a riflettere su quale elemento della frase si ripete per due volte, sia come sostantivo che come pronome personale;
3) Sottolineatura della forma colloquiale e invito a formulare ipotesi di correzione;
4) Correzione delle frasi e riscrittura in due forme alternative, sia in forma passiva che attiva.
5) Dettatura di cinque frasi da correggere per casa nella stessa modalità proposta in classe.

A questo link di SM:D è possibile accedere ad un’attività di revisione della dislocazione a sinistra con correzione immediata.

dislocazione a sinistra
dislocazione a sinistra
dislocazione a sinistra
dislocazione a sinistra

Testo argomentativo: struttura e stesura

come si scrive un testo argomentativo

In attesa di raccontare, prima o poi, le mie perplessità relative al concetto e alla pratica della “scrittura creativa”, riporto una recente riflessione, condivisa in classe  con i miei allievi, su come si scrive un testo argomentativo.
Dopo aver letto diversi brani dal libro di antologia, ci siamo appoggiati alla struttura testuale del testo argomentativo meno complessa (quindi liberata dall’antitesi e dal suo ribaltamento) e abbiamo cercato assieme di individuare le strategie più efficaci per far comprendere in modo chiaro al lettore la struttura dell’argomentazione.
Il lavoro si è prevalentemente concentrato sulla strutturazione in capoversi, sulla loro lunghezza e strutturazione interna, e soprattutto sull’uso di connettivi testuali che permettano al lettore di orientarsi in modo sicuro tra gli argomenti portati a sostegno della tesi.
Il primo punto problematico sul quale ci siamo soffermati è che la stesura di un buon testo argomentativo non può prescindere in alcun modo dalla rielaborazione di contenuti appresi nell’attività di comprensione ed analisi di un dossier di testi dedicati al problema da trattare (siano essi testi argomentativi o espositivi); di conseguenza, la prima riflessione è che ogni testo argomentativo riprende e rielabora il lessico specifico e le strutture concettuali di testi espositivi.
In secondo luogo, abbiamo cercato di isolare e di disporre in modo accurato gli “indizi” testuali attraverso i quali il lettore (tra cui noi stessi, che leggiamo spesso i nostri lavori) può orientarsi nel nostro testo argomentativo: gli “a capo” che suddividono il testo in capoversi, i connettivi testuali che danno un ordine agli argomenti, che spiegano o che concludono un ragionamento.
Nonostante il lavoro risulti particolarmente interessante quando viene costruito collettivamente in classe, prendendo appunti e discutendo sulle scelte linguistiche questo link è possibile visualizzare e scaricare il lavoro svolto nell’arco di circa due ore di lezione
Un’attività di revisione particolarmente utile è stata quella di scambiarsi i testi prodotti per casa sulla base della scheda condivisa in classe, di leggerli individualmente e, utilizzando un evidenziatore, di individuare quanti connettivi sono stati utilizzati tra quelli suggeriti nella scheda.

Tu impersonale: esercizi per la revisione

tu impersonale

L’uso del tu impersonale è uno dei tratti più caratteristici della forma scritta degli allievi di scuola media. Come in altri casi (e penso, ad esempio, all’uso dei due punti dopo il verbo essere per introdurre degli elenchi), il suo impiego è talmente consolidato e automatizzato fin dalla scuola primaria da rendere inefficaci processi di revisione, anche guidata, del testo scritto.
Non si tratta evidentemente di una forma errata: tuttavia il suo utilizzo è maggiormente legato ad un contesto comunicativo informale o colloquiale, e quindi mi trovo a suggerire, spesso senza successo, l’impiego di altre forme impersonali, tipiche un registro più formale e controllato.
Ritenendo prioritario questo obiettivo rispetto all’astratta osservazione di una norma, ho tuttavia proposto alcuni esercizi sul tu impersonale, in modo che gli allievi iniziassero se non altro a familiarizzare con l’ascolto di questa forma impersonale, che deve essere prima di tutto “sentita” e riconosciuta, prima ancora che corretta.
L’obiettivo è, al di là di un esercizio di riflessione sulla lingua, di sensibilizzare l’ascolto del testo scritto a strutture particolari, propedeutico a qualsiasi forma di revisione efficace del lavoro svolto.

 

1. Trasforma il tu impersonale della frasi che seguono dalla seconda persona singolare alla terza persona singolare, preceduta dalla particella pronominale impersonale “si”; in qualche caso è sufficiente eliminare la particella pronominale:
1A. Devi sempre portare rispetto per le persone più anziane.
1B. L’invidia è un sentimento che ti toglie la possibilità di avere degli amici veri.
1C. Quando inizi un compito, devi portarlo a termine.
1D. Tu puoi fare quello che vuoi, ma poi devi assumertene le responsabilità.
1E. Se vuoi fare un viaggio all’estero nei paesi dove ci sono guerre o tensioni politiche, devi prima chiamare il Ministero degli Esteri per avere informazioni.
1F. Nel caso in cui tu voglia uscire prima dalla scuola per motivi familiari, devi portare la giustificazione firmata.
1G. Non c’è dubbio sul fatto che tu puoi diventare un alunno eccellente con un buon metodo di studio.

Trasforma il tu impersonale in una forma più appropriata, facendo attenzione a trasformare anche i pronomi possessivi: al posto di “tuo” utilizza “proprio”, nelle sue variazioni di genere o numero.
2A. Se tu pensi che farai tardi, è meglio che avvisi i tuoi genitori con una telefonata.
2B. Puoi parlare di questa situazione con i tuoi insegnanti per trovare una soluzione.
2C. Fare previsioni sul tuo futuro non è sempre semplice: devi riflettere molto e fare un’attenta valutazione delle tue capacità, dei tuoi interessi e delle tue predisposizioni personali.
2D. Se tu esprimi le tue opinioni liberamente e senza reticenze, la tua posizione sarà più chiara e ci saranno meno ambiguità nel dibattito.

Per svolgere l’esercizio con correzione online cliccare qui.
Per scaricare la scheda stampabile cliccare qui.

 

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