Per una fortuita (e fortunata) circostanza, alla fine dello scorso anno scolastico ho letto “Camilla che odiava la politica” di Luigi Garlando, che mi era noto, oltre che come autore di romanzi per ragazzi, anche per i suoi articoli ed editoriali che compaiono in un’imprescindibile lettura di accompagnamento del caffè mattutino, ovvero “La Gazzetta dello Sport”. Devo dire che, ad una prima lettura, ho trovato in “Camilla che odiava la politica” una ricostruzione romanzesca delle vicende di Tangentopoli poco convincente, tendente ad una dimensione quasi fiabesca, con esiti che mi hanno ricordato, in qualche frangente, i romanzi di Roald Dahl. Ho cercato di accantonare le mie iniziali perplessità, facendo leva invece sui canoni caratteristici del romanzo di formazione, di cui è protagonista un’adoloscente, Camilla, che ha perso il padre in circostanze tragiche e che grazie ad alcuni fortunati (ma poco fortuiti) incontri, scopre in se stessa la passione per la politica che era stata la stessa del suo genitore. Dato che “Camilla che odiava la politica” si inseriva in modo felice nella programmazione di educazione civica (così come in certe attività di “sperimentazioni democratiche” svolte in classe, con tanto di dichiarazioni di voto, scelta tra voto palese e segreto, scrutinio finale) l’ho proposto ai miei allievi come lettura estiva assieme ad altri romanzi. Ed in effetti “Camilla che odiava la politica” è stato letto con grande entusiasmo e interiorizzato con esiti sorprendenti, sia perché vi si ritrovava descritte le vicissitudini di un’adolescente la cui vita è spezzata in due parti, sia perché vengono illustrati in modo semplice, attraverso il dialogo tra i diversi personaggi del libro, diverse sfaccettature e significati del termine “politica”. “Camilla che odiava la politica” può essere quindi utilizzato all’interno di un percorso di educazione alla cittadinanza, di geografia oppure in un’unità di apprendimento sulla legalità; se ne possono eventualmente estrapolare dei brani da impiegare come esempi di strategie di negoziazione decisionale da proporre al gruppo classe. Ritengo il romanzo particolarmente adatto ad una prima o seconda media.