coltan e cobalto
Questo dossier di documenti raccoglie articoli e materiali di approfondimento sui problemi legati all’estrazione di coltan e cobalto, due minerali rari attualmente utilizzati nell’industria metallurgica, elettronica ed informatica. Essendo rari in natura, coltan e cobalto vengono ricercato dalle grandi multinazionali, che sfruttano le materie prime e la manodopera in paesi in via di sviluppo in cui questo minerale è presente, come la Repubblica Democratica del Congo. L’obiettivo di questo dossier di documenti è focalizzare l’attenzione sulle conseguenze economiche e sociali di questo sfruttamento.

Gli articoli originali di cui i seguenti testi costituiscono una riduzione e un adattamento a fini didattici sono puntualmente citati e linkati. Nel caso chi detiene i diritti delle pubblicazioni voglia impedirne la diffusione può scrivere una mail a scuolamediadigitale[chiocchiola]gmail[punto]com.
Il PDF dell’articolo “Coltan e cobalto”, in quattro facciate di A4, dei testi è caricato tra i materiali di Geografia.
Coltan e cobalto – Documento n. 1: Il costo umano di uno smartphone e tutto ciò che gira attorno al coltan
Autrice: Mariagrazia Scaringella
Link: https://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2013/07/19/news/il_costo_del_coltan-63325505/
Data di pubblicazione: 19 luglio 2013

Sommario: Le guerre invisibili, come in Congo, per il controllo delle risorse. La “sabbia” per costruire telefonini e computer. Il silenzio della stampa internazionale. Coltan, diamanti, petrolio, proiettano alcuni paesi africani nella logica della globalizzazione. […]

Articolo:
Cos’è il coltan?
Una sabbia nera, leggermente radioattiva, formata dai minerali colombite e tantalite, da cui si estrae il tantalio, metallo raro che viene usato, sotto forma di polvere metallica, nell’industria della telefonia mobile, nella componentistica dei computer e in quella degli aerei, poiché aumenta la potenza degli apparecchi riducendone il consumo di energia. È lo sviluppo della news economy, quindi, delle telecomunicazioni, dell’elettronica di punta e della telefonia mobile, a rendere così indispensabile questa materia, di cui l’80% delle risorse mondiali viene estratta in Congo.

Il contesto geografico.
La parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, la zona del Kivu, che confina con Ruanda, Burundi e Uganda, è di gran lunga la zona più ricca in assoluto di minerali e risorse di tutto il territorio congolese. Ricca di oro e diamanti, dei quali continua a rifornire i mercati mondiali in modo assolutamente illegale, e di coltan. […] Il Congo è grande quanto tutta l’Europa occidentale (2 mln e 342.000 km quadrati) e la zona del Kivu è molto distante dalla capitale Kinshasa e carente di infrastrutture, ferrovie o strade che la colleghino agevolmente ad essa. Chi controlla quindi questa zona?

Chi fa affari con la guerra e le multinazionali.
La distanza dalla capitale ha reso il Kivu terra di nessuno, consentendo ai Lords of war (i cosiddetti signori della guerra) di diventare i principali interlocutori delle multinazionali. È una zona bellissima dal punto di vista paesaggistico, propaggine della Foresta Equatoriale che si estende verso la Rift Valley, con clima ideale, né caldo né freddo, e con una natura incontaminata. Uno dei polmoni ecologici del mondo, che da anni è anche zona di piste clandestine per l’atterraggio di aerei provenienti direttamente dall’Europa, dall’America e dall’Asia che arrivano, caricano il materiale e se ne vanno.

Guerre e coltan: 11 milioni di morti.
Chi compra il coltan non si preoccupa della provenienza e se il mercato è clandestino e senza controlli. Quello che poteva essere una benedizione per i congolesi è diventata la più grande delle maledizioni, per la mancanza di normativa, di regolamentazione e di controllo in merito all’estrazione di questo minerale e alle sue modalità. Chi lo estrae, adulti ma anche bambini, lo fa spesso scavando a mani nude, con conseguenti frane e incidenti quotidiani. Ogni giorno decine di bambini muoiono. Non c’è un censimento e tanto meno un risarcimento. L’età dei bambini che vanno a lavorare si abbassa di anno in anno. Ragazzini di 7-8 anni dopo dieci anni di lavoro sono vecchi e sviluppano, a causa della radioattività, malattie del sistema linfatico che ne causano la morte. Le guerre sviluppate attorno all’accaparramento del coltan ha portato sinora circa 11 milioni di morti e schiere di migliaia di bambini soldato che quando non combattono scavano la terra alla ricerca del minerale. […]
Coltan e cobalto: comprensione del documento n. 1
1A) In quali comparti produttivi viene utilizzato il coltan? Quali vantaggi offre rispetto ad altri materiali?
1B) Qual è la traduzione del termine news economy?
1C) Di quali materie prime è ricco il territorio della Repubblica Democratica del Congo? In particolare, quale parte dello stato ne è ricca?
1D) In quale modo la distanza tra la capitale Kishasha e Kivu e la mancanza di infrastrutture tra queste due città ha reso la seconda una “terra di nessuno”? Cosa significa questa espressione?
1E) Quale risposta dà l’articolo alla domanda formulata alla fine del secondo paragrafo?
1F) Per quale motivo il coltan poteva essere una “benedizione” per i congolesi e invece è diventato una “maledizione”?
Coltan e cobalto – Documento n. 2: Coltan in Congo: la vita di un uomo per un semplice ciottolo
Autori: A. Alfano, G. Lomolino, A. Muratore (studenti della classe IIB dell’I.C.S. “G.Marconi” di Palermo)
Link: https://scuole.medicisenzafrontiere.it/2021/06/24/coltan-in-congo-la-vita-di-un-uomo-per-un-semplice-ciottolo-di-a-alfano-g-lomolino-a-muratore/
Data di pubblicazione: 24 giugno 2021

Sommario: Li usiamo a lavoro, a scuola, nella nostra vita privata: ormai gli apparecchi elettronici sono diventati una parte di noi. Non tutti però conoscono il durissimo lavoro che c’è dietro la realizzazione di questi piccoli scrigni digitali.

Articolo:
Una delle materie prevalenti all’interno di questi strumenti è sicuramente il coltan: un minerale nero metallico e radioattivo formato al 50% da columbite e al 50% da tantalite. Le miniere più ricche per quello che ad oggi è diventato un elemento indispensabile, ma anche abbastanza raro, si trovano soprattutto in Australia, e nella Repubblica Democratica del Congo. La sua estrazione non è particolarmente complicata poiché, essendo questo un minerale di superficie, non occorre scavare tunnel molto profondi nel terreno per recuperarlo: l’unico mezzo necessario per reperirlo sono le mani. Il coltan non è solamente usato nell’industria elettronica, ma anche in quelle elettronica-automobilistica e aerospaziale.
Questo minerale in Congo costituisce dal 60% all’80% delle risorse mondiali, istituendo le basi dell’economia dell’ex Zaire. La maggior parte della popolazione congolese partecipa agli scavi per la scoperta del “nuovo oro” seguendo uno schema ben preciso e dettagliato. […]
Gli uomini si occupano dell’estrazione delle pietre per mezzo di vanghe e le donne e i bambini, invece, le lavano a mano per poi trasportarle e venderle ad acquirenti locali, i quali li cederanno a compagnie estere più limitrofe, che risiedono in Cina o in Malesia che lavorano il minerale. Lo step finale è la vendita alle industrie produttrici di batterie le quali, infine, cederanno il minerale a brand internazionali il cui compito sarà assemblarlo negli smartphone per poi confezionare i prodotti finiti per la vendita al dettaglio. […]
Costretti fra i numerosi compiti fra i quali anche a camminare per più di due giorni nella foresta con trenta chili sulle spalle, le condizioni dei lavoratori delle miniere sono davvero pessime, ma, nonostante questo, quasi nessuno conosce veramente quello che sono indotti a subire. Il metodo seguito per la selezione di questi lavoratori o (o piuttosto “schiavi”) è molto semplice e per niente sconveniente per il “Signore della guerra”, il cui ruolo è quello di ricerca e vendita del coltan oltre, ovviamente, al reclutamento di nuovi servitori.
Il “Signore della guerra” (solitamente un ribelle, un poliziotto o un colonnello dell’esercito) incassa una percentuale dei ricavi ottenuti dalla vendita alle industrie elettroniche arricchendosi sulla miseria altrui.
L’unica cosa che deve fare è mandare i suoi scagnozzi a fare razzie, violentare, uccidere e distruggere città adiacenti. A quel punto la gente, disperata, andrà in cerca di aiuto e protezione rivolgendosi proprio a quel “Signore della guerra” che li assolderà per lavorare sotto di lui senza forzandola a vivere terribilmente.
Sono milioni gli schiavi volontari al servizio di uomini potenti: orfani, bambini analfabeti, condannati da generazioni a lavorare nelle miniere.
Questi minatori «artigianali» dentro la giungla guadagnano 3-4 dollari al giorno. Donne e trasportatori 2 dollari. I bambini anche meno.
Questi lavoratori/schiavi oltre a morire di fatica, se ne vanno anche a causa di malattie comportate dalle radiazioni emesse da questo minerale:
– deterioramento dell’apparato digerente e riduzione della riproduzione di cellule ematiche;
– anomalie genetiche nella prole;
– aumento dei rischi di tumori;
– malattie dell’apparato linfatico;
– compromissione del cuore, vasi sanguigni, cervello e cute.
Tantissimi morti ogni anno, gente malata che non può permettersi cure adeguate: queste sono le condizioni che sono costretti a subire. L’associazione di Medici Senza Frontiere ha denunciato l’uccisione di centinaia di esseri umani. […] Oltre alle vittime umane, le stesse operazioni di ricerca ed estrazione del Coltan hanno provocato in Congo gravi danni ambientali all’interno di riserve e parchi nazionali.
Per evitare lo sfruttamento di adulti e bambini adoperati negli scavi per la ricerca del coltan è possibile acquistare cellulari assemblati senza l’utilizzo del minerale da aziende a regola.
Questo è il caso del FairPhone: smartphone equo, solidale e di alta qualità prodotto da una piccola azienda olandese dal 2010 la quale, oltre ad essere certa che l’estrazione dei minerali impiegati sia a norma, usufruisce anche di alcune parti di cellulari usati per dar vita a dei nuovi.
“Sappiamo che gli stessi minerali sono reperibili altrove, in Europa ad esempio, ma abbiamo deciso di incoraggiare il miglioramento delle condizioni di lavoro laddove ce n’è più bisogno”, afferma Tessa Wernink, portavoce dell’azienda. […]
Coltan e cobalto: comprensione del documento n. 2
2A) Per quale motivo l’estrazione del coltan non ha bisogno di tecnologie avanzate?
2B) Perché il coltan viene definito “nuovo oro”?
2C) L’articolo analizza la filiera di estrazione e di commercio del coltan: ricostruiscine tutti i passaggi e il ruolo di ciascun individuo o società coinvolti.
2D) Nel documento 2 viene spiegato meglio, rispetto al documento 1, il ruolo di un attore importante coinvolto nello sfruttamento dei giacimenti di coltan: chi è? In che modo agisce?
2E) Quale retribuzione hanno i minatori che estraggono il coltan? In quale modo si potrebbe confrontare in modo attendibile la paga giornaliera di un minatore con il prezzo di vendita all’ultimo passaggio della filiera della domanda 2C?
2F) Quali sono le conseguenze sulla salute e sull’ambiente dello sfruttamento del coltan?
2G) Quale iniziativa è promossa da un’azienda olandese per far fronte alle ingiustizie derivanti dall’estrazione incontrollata del coltan in Congo? In che modo viene messa in atto?
Coltan e cobalto – Documento n. 3: Amnesty International e Afrewatch: lavoro minorile e sfruttamento per il cobalto degli smart phone e delle batterie delle automobili
Autori: n.d.
Link: https://www.amnesty.it/amnesty-international-e-afrewatch-lavoro-minorile-e-sfruttamento-per-il-cobalto-degli-smart-phone-e-delle-batterie-delle-automobili/
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2016

Articolo:
In un rapporto pubblicato oggi, Amnesty International e Afrewatch hanno chiesto alle aziende di apparecchi elettronici e alle fabbriche automobilistiche di dimostrare che il cobalto estratto nella Repubblica Democratica del Congo grazie al lavoro minorile non viene usato nei loro prodotti.
Il rapporto ricostruisce il percorso del cobalto estratto nella Repubblica Democratica del Congo: attraverso la Congo Dongfang Mining (Cdm), interamente controllata dal gigante minerario cinese Zheijang Huayou Cobalt Ltd (Huayou Cobalt), il cobalto lavorato viene venduto a tre aziende che producono batterie per smart phone e automobili: Ningbo Shanshan e Tianjin Bamo in Cina e L&F Materials in Corea del Sud. Queste ultime riforniscono le aziende che vendono prodotti elettronici e automobili.
Ai fini della stesura del rapporto, Amnesty International ha contattato 16 multinazionali che risultano clienti delle tre aziende che producono batterie utilizzando il cobalto proveniente dalla Huayou Cobalt o da altri fornitori della Repubblica Democratica del Congo: Ahong, Apple, BYD, Daimler, Dell, HP, Huawei, Inventec, Lenovo, LG, Microsoft, Samsung, Sony, Vodafone, Volkswagen e ZTE.
Una ha ammesso la relazione, quattro hanno risposto che non lo sapevano, cinque hanno negato di usare cobalto della Huayou Cobalt, due hanno respinto l’evidenza di rifornirsi di cobalto della Repubblica Democratica del Congo e sei hanno promesso indagini.
Nessuna delle 16 aziende è stata in grado di fornire informazioni dettagliate, sulle quali poter svolgere indagini indipendenti per capire da dove venga il cobalto.

Il fatto certo è che la Repubblica Democratica del Congo produce quasi la metà del cobalto a livello mondiale e che oltre il 40 per cento del cobalto trattato dalla Huayou Cobalt proviene da quello stato.
Mentre le aziende produttrici di apparecchi elettronici o batterie automobilistiche fanno lucrosissimi profitti, calcolabili in 125 miliardi di dollari l’anno, e non riescono a dire da dove si procurano le materie prime, nella Repubblica Democratica del Congo i bambini minatori – senza protezioni fondamentali come guanti e mascherine – perdono la vita: almeno 80, solo nel sud del paese, tra settembre 2014 e dicembre 2015 e chissà quanto questo numero è inferiore a quello reale.
Secondo l’Unicef, nel 2014 circa 40.000 bambini lavoravano nelle miniere delle regioni meridionali della Repubblica Democratica del Congo. Prevalentemente, nelle miniere di cobalto.
Come Paul, 14 anni, orfano. È uno degli 87 minatori o ex minatori incontrati da Amnesty International in vista del rapporto. Ha iniziato a lavorare nella miniera a 12 anni. Ha già i polmoni a pezzi: “Passo praticamente 24 ore nei tunnel. Arrivo presto la mattina e vado via la mattina dopo. Riposo dentro i tunnel. La mia madre adottiva voleva mandarmi a scuola, mio padre adottivo invece ha deciso di mandarmi nelle miniere”.
Il cobalto è al centro di un mercato globale privo di qualsiasi regolamentazione. Non è neanche inserito nella lista dei ‘minerali dei conflitti’ che comprende invece oro, coltan, stagno e tungsteno.
Coltan e cobalto: comprensione del documento n. 3
3A) Cerca in rete delle informazioni per capire che cosa sono Amnesty International e Afrewatch.
3B) Quale richiesta hanno formulato queste due organizzazione tramite la pubblicazione di un rapporto specifico? A chi è rivolta?
3C) Per quali scopi viene impiegato il cobalto?
3C) Utilizzando le informazioni contenute da riga 6 a riga 16 ricostruisci la filiera dell’estrazione e della commercializzazione del cobalto.
3D) Che atteggiamento hanno tenuto le aziende multinazionali dell’elettronica che utilizzano il cobalto alle domande del rapporto Amnesty e Afrewatch?
3E) A quali fonti si è riferita Amnesty International per stendere il rapporto sull’estrazione del cobalto in congo? Quali conseguenze sociali emergono da questo studio?
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