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1. Questo brano% tratto da La storia infinita di Michael Ende% contiene in tutto 19 aggettivi: riesci ad individuarli tutti?
La
soffitta
era
grande
e
buia.
Odorava
di
polvere
e
di
naftalina.
All’
infuori
del
tambureggiare
leggero
della
pioggia
sulle
lastre
di
rame
del
gran
tetto%
non
si
sentiva
volare
una
mosca.
Travi
possenti%
nere
di
vecchiaia%
si
levavano
a
intervalli
regolari
dal
pavimento%
si
incontravano
più
in
alto
con
altre
travi
del
tetto%
per
perdersi
poi
da
qualche
parte
nel
buio.
Qua
e
pendevano
grandi
ragnatele%
che
si
muovevano
avanti
e
indietro
nella
corrente
d’aria%
lievi
e
silenziose
come
spiriti.
Dall’
alto
di
un
finestrino
che
si
apriva
nel
tetto
scendeva
un
raggio
di
luce.
L’
unico
essere
vivente%
in
quel
luogo
dove
il
tempo
pareva
essersi
fermato%
era
un
topolino
che
saltellava
sul
pavimento%
lasciando
sulla
polvere
le
minuscole
impronte
delle
minuscolissime
zampe.
dove
strisciava
per
terra
il
codino%
fra
le
impronte
delle
zampe%
correva
un
segno
lungo
e
sottile.
Improvvisamente
la
bestiola
si
arrestò
e
rimase
in
ascolto.
E
poi%
psst!
con
un
guizzo
sparì
in
un
buco
del
pavimento.
Michael Ende, La storia infinita

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2. Questo brano% tratto da Storie del bosco antico di Mauro Corona% contiene in tutto 23 aggettivi: individuali.
Quando
il
Signore
la
creò%
l'
upupa
era
un
uccellino
normale.
Non
aveva
nulla
di
particolare%
tanto
meno
il
suo
famoso
ciuffo
di
penne
sul
capo.
Aveva
piume
abbondanti
e
lunghe%
ma
tutto
era
contenuto
e
poco
appariscente.
Al
mattino
l'
upupa
si
posava
sugli
alberi
davanti
alle
case
per
guardare
la
gente.
Era
curiosa%
invadente
e
spesso
anche
maleducata.
Arrivava
a
posarsi
sui
davanzali
delle
finestre
per
spiare
gli
innamorati
in
tenere
effusioni.
Un
giorno
scoprì
la
storia
d'
amore
tra
un
giovane
cacciatore
e
una
delicata
pastorella.
L'
upupa
li
spiava
dalla
finestra
ed
era
anche
un
po'
gelosa
di
quell'
amore
pulito
e
gentile.
Un
giorno
il
cacciatore
s'
accorse
dell'
upupa
e
pensò
di
giocarle
uno
scherzetto.
Una
sera
nascose
lo
schioppo
sotto
la
panca
sulla
quale
si
sedeva
con
la
pastorella%
e
aprì
la
finestra.
Ed
eccola
la
maleducata.
Il
giovane%
lesto
come
un
gatto%
afferrò
il
suo
fucile
e
ZAC%
in
un
lampo
fu
sul
davanzale
e
puntò
le
canne
sul
naso
anzi
sul
becco
dell'
upupa.
«Ora
ti
ammazzo»
gridò
Per
il
terrore
alla
povera
upupa
si
rizzarono
tutti
i
capelli
sul
capo.
Il
giovane
non
le
sparò%
voleva
soltanto
spaventarla.
Ma
da
quella
sera
tutte
le
upupe
quando
prendono
paura
alzano
le
penne
del
capo
come
una
cresta
di
gallo.
Mauro Corona, Storie del bosco antico (adattamento)

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