La Società delle Nazioni ha costituito un fragile tentativo di organizzazione sovranazionale sorto nel 1919 dopo la fine della Prima Guerra Mondiale su iniziativa del Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson, e che aveva come obiettivi prioritari la risoluzione diplomatica delle crisi politiche internazionali e la ricerca di una pace duratura dopo la tragedia che aveva colpito in particolare l’Europa negli anni immediatamente precedenti. Questa organizzazione, che non includeva la Russia Rivoluzionaria e la Germania, e dalla quale gli stessi Stati Uniti d’America si sfilarono in seguito alla mancata ratifica del Trattato di Versailles da parte del Senato e alla successiva elezione a Presidente di James Fairman Fielder, fu sciolta dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, e sostituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Dal punto di vista storiografico, la Società delle Nazioni si è caratterizzata come un tentativo di risoluzione dei conflitti per via diplomatica soltanto parzialmente riuscito, e limitato ad alcune situazione circoscritte, mentre non è riuscita ad incidere nelle vicende dei principali stati europei e nell’ascesa dei totalitarismi, a causa dei quali lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale a poco più di vent’anni di distanza dalla conclusione della Prima. Le due fonti iconografiche che proponiamo rappresentano due differenti punti di vista sulla nascita della Società delle Nazioni, e sono state entrambe pubblicate su due giornali inglesi: la prima, intitolata “Il fiore”, è stata pubblicata dopo la formazione di questo organismo sovranazionale, e pone l’accento in modo particolare sul legame con il conflitto appena concluso e con il suo obiettivo di portare ad una fase di pace tra gli stati; la seconda, “La pietra mancante”, rifletta invece sulla fragilità di questa assemblea, individuandone la causa in modo specifico nell’isolazionismo statunitense degli anni Venti. Entrambi i materiali presenti in questa pagina sono pubblicati in formato pdf nella pagina materiali di storia.