Realizzare un cortometraggio a scuola è un’impresa molto difficile e complessa, per diversi motivi. Oltre a motivazioni di carattere squisitamente tecnico (il docente deve conoscere, almeno a grandi linee, il mestiere di regista, ed avere un bagaglio tecnico che gli permette di occuparsi o supervisionare tutte le fasi del lavoro), altri problemi riguardano la scelta del soggetto, la suddivisione in ruoli del gruppo classe, il lavoro di rielaborazione testuale, la trasposizione da testo narrativo a sceneggiatura, la realizzazione di uno storyboard e infine le riprese. Lo scorso anno scolastico ho avuto la fortuna di poter declinare in senso pratico un cineforum inizialmente concepito in modo piuttosto tradizionale: ho infatti chiesto ai ragazzi se preferissero fare un lavoro di analisi del film oppure se volessero mettersi in gioco nella realizzazione di un cortometraggio. In effetti la proposta era dovuta al fatto di aver incrociato, quasi per caso, un racconto di Stefano Benni tratto da “Il bar sotto il mare”, che narra una storia gialla ambientata in una scuola romana: si tratta del racconto “Priscilla Mapple e il delitto della IIC”. Sin da una prima lettura, il racconto di Benni mi ha colpito proprio per una sua possibile “traduzione” audiovisiva agevole e non eccessivamente complessa. I motivi di ordine pratico sono stati i seguenti: 1. L’ambientazione scolastica, che rendeva possibile la fattibilità del progetto (che quindi non prevede uscite sul territorio o in luoghi distanti dalla scuola); 2. Un numero limitato, ma nel contempo ampliabile, di personaggi; questo aspetto permette di lavorare con flessibilità in gruppi classe dalla composizione diversa; 3. La possibilità di lavorare sul testo narrativo attraverso processi di comprensione a traduzione in un diverso dispositivo comunicativo, con tutti gli spostamenti semantici ed espressivi che ciò comporta; 4. Le infinite possibilità di lavoro sul testo, sia in termini di sottrazione che di arricchimento, di attualizzazione e personalizzazione di personaggi e situazioni.

Cortometraggio a scuola: scheda didattica

Destinatari dell’attività: alunni di una classe a tempo prolungato. La collocazione ideale per un’attività di questo tipo è una classe seconda media a tempo prolungato, composta da non più di 20-22 alunni. Obiettivi dell’attività: saper pianificare, progettare e realizzare la trascrizione audiovisiva di un semplice testo narrativo, supportati dall’insegnante che assume il ruolo del facilitatore e che ha il compito di predisporre il setting e organizzare le attività dei gruppi di lavoro. Tempi: l’attività può ricoprire gli incontri pomeridiani di un intero anno scolastico oppure, con le opportune ridefinizioni e limitazioni nell’articolazione del progetto, anche un solo quadrimestre. Materiali: a questo link è possibile scaricare il racconto di Benni. Ricordo che è utile leggere con attenzione il testo, ed eventualmente – in base alla classe – valutare di omettere alcune parti nel caso lo si ritenesse utile. Il testo che ho impaginato è ad esclusivo uso didattico.

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